Nella progettazione di un’illustrazione quanto conta lo studio della composizione finale?
Vediamolo insieme in questo articolo 🙂
Vorrei riassumere qui qualche consiglio e spunto per migliorare la composizione di un’illustrazione così da tenerlo qui come promemoria anche per me 😉
Se hai letto altri articoli del mio blog avrai intuito quanto lavoro c’è dietro ogni singola illustrazione realizzata per un albo illustrato, un libro per bambini, un regalo speciale, un ritratto personalizzato, una commissione privata,…
Non è solo il disegno che rende bella ed efficace un’illustrazione; intervengono anche tanti altri fattori: la scelta della palette colori, il formato, i dettagli, la composizione, l’inquadratura.
Si possono studiare infinite composizioni ed inquadrature per ogni illustrazione.
Quello che dobbiamo chiederci prima di tutto è:
“Cosa vogliamo esprimere e rappresentare? Qual è il vero soggetto della nostra illustrazione?“
La risposta a questa domanda ci permetterà di scegliere tra le tante possibili composizioni quella per noi più efficace per quello specifico messaggio.
A questo proposito possiamo imparare molto anche da altri settori vicini a quello dell’illustrazione: fotografia, cinema, pittura,…
L’inquadratura nella scelta della composizione
Quando scattiamo una fotografia ci risulta più facile pensare a quale inquadratura scegliere, proprio perché in questo caso guardiamo il mondo già dall’interno di una “finestra”: il mirino o lo schermo di un cellulare. Stessa cosa dovremmo fare per le nostre illustrazioni: ossia provare a riquadrare la nostra composizione con formati e tagli differenti.
Anni fa, quando i miei figli erano piccoli, hanno frequentato un breve corso di fotografia di base. Per abituarli a ‘inquadrare’ il mondo circostante, l’insegnante faceva usare loro, come gioco, una piccola cornice di cartoncino.
Qui sotto vi mostro vari esempi di inquadrature e composizioni diverse partendo da una stessa foto.

Se volessi dare più risalto al cielo, potrei tagliare la foto lasciando la linea dell’orizzonte più in basso; viceversa, se volessi valorizzare il prato, la terrei più in alto.
La regola dei terzi
Per quanto riguarda l’orizzonte, così come fanno e hanno fatto fotografi ma anche pittori famosi in passato, si può usare la “regola dei terzi“, dividendo l’inquadratura in nove rettangoli uguali tramite due linee orizzontali e due verticali. Se l’obiettivo è dare risalto al cielo, conviene tagliare la foto posizionando l’orizzonte nel terzo inferiore; viceversa, se si vuole dare spazio al prato, l’orizzonte andrà spostato nel terzo superiore.
Anche gli incroci verticali ad 1/3 da destra o da sinistra permettono di attirare l’interesse verso un oggetto o un personaggio.

La sezione aurea
Stessa cosa per la regola della sezione aurea che, come indicato in uno dei libri di Riccardo Falcinelli che vi consiglio vivamente di leggere “Figure“, possiamo semplificare così:
“Si traccia la diagonale della foto e la sua perpendicolare passante per l’angolo opposto. Al loro incrocio si stabilisce il punto focale della composizione e l’altezza del cielo”. Come hanno usato spesso anche pittori fino a Turner e Degas.

Centro e simmetria
Poi chiaramente, non dimentichiamo la regola più semplice: l’inquadratura che mette al centro il nostro soggetto.

Per tavole a doppia pagina di albi illustrati chiaramente la regola del centro non funziona in quanto dobbiamo considerare la piega e di non mettere oggetti importanti tagliati dalla rilegatura.
Ispirarsi a fotogrammi dei film famosi
Altri esempi li ritroviamo nel cinema: utilizzo degli esempi di fotogrammi estratti dal film “Hugo Cabret” che adoro come inquadrature, dettagli e composizione e che, come vi mostrerò tra poco, uso spesso per allenarmi alla scelta delle composizioni delle illustrazioni che realizzo per i miei albi illustrati.
Qui sotto qualche esempio di fotogrammi che utilizzano la regola dei terzi o della sezione aurea.
Nei seguenti fotogrammi invece il regista Martin Scorzese ha utilizzato il sistema della “cornice dentro” alla fotografia che permette di puntare l’attenzione verso il soggetto “incorniciato”.
La scelta del formato dell’illustrazione
Per una composizione efficace importante è anche la scelta del formato: quadrato, orizzontale o verticale,… dando più slancio in altezza o in larghezza daremo un significato diverso alla nostra illustrazione.
In questo senso, qui un esempio di un silent book molto originale e divertente, “Il Barbaro” di Renato Moriconi, che utilizza proprio il formato verticale molto accentuato in quanto utile proprio al tipo di narrazione di questo libro.
Oppure il formato orizzontale del meraviglioso silent “L’onda” di Suzy Lee.
Punti di vista diversi
Un’altra scelta importante per la composizione finale è anche il punto di vista: da vicino, da lontano, dall’alto, dal basso oppure anche con prospettive volutamente esagerate.
Detto tutto questo, per molte delle mie illustrazioni provo inquadrature e composizioni diverse prima di scegliere quella definitiva.
Qui sotto vedi lo studio di varie inquadrature che ho realizzato per questa tavola del mio albo illustrato “Ma che brutta giornata!” edito da Edizioni Il Ciliegio.

Invece gli schizzi qui sotto sono varianti e studi realizzati per un’illustrazione di un albo che ho attualmente in lavorazione.

Con questo non si esaurisce il tema dello studio e organizzazione della composizione di un’illustrazione, in quanto molto importanti sono anche contrasti, luci e ombre, colori, linee, vettori, ritmo e tanto altro di cui parlerò in articoli futuri.
Un ultimo consiglio per fare pratica e che utilizzo spesso anch’io all’interno del mio sketchbook , è quello di dipingere fotogrammi di film o fotografie o dipinti esistenti utilizzando solo grandi aree di bianco e nero o al massimo 3 o 4 toni, senza pensare alla qualità del disegno ma solo per ragionare sulla composizione, inquadratura e contrasti. Anche per scegliere la palette definitiva creo delle miniature a colori che poi riguardo trasformando la foto in bianco e nero per vedere il contrasto che c’è tra i colori scelti.
La composizione, così asciutta, in assenza di particolari e dettagli aiuta a valutarne l’efficacia. E prendere spunto da film o fotografie aiuta in quanto registi e fotografi hanno già dovuto pensare e ragionare sulle inquadrature che poi hanno scelto.
Molto utile per me per questo esercizio è il sito FILM-GRAB che contiene un grosso archivio di fotogrammi da tantissimi film famosi cui ispirarsi per le composizioni e inquadrature.

Spero che questi piccoli consigli vi possano essere utili!
Per qualsiasi domanda o dubbio scrivimi nei commenti e seguimi su Youtube e su Instagram per restare aggiornato su altri video e articoli
A presto!
Vi lascio qui sotto qualche riferimento bibliografico utile:
“Figure” di Riccardo Falcinelli – Einaudi Edizioni
“Fotografia Creativa” di Franco Fontana – Mondadori
“L’occhio del fotografo” di Michael Freeman – Logos Edizioni
“La trilogia del limite” di Suzy Lee – Corraini Edizioni
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E se hai una bella storia da propormi per illustrarla sarei molto felice di parlarne insieme! 🙂
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Se vuoi vedere altri libri per bambini sui quali ho lavorato: LIBRI PER BAMBINI – PORTFOLIO











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